Kombucha, cento partecipanti per un incontro tra botanica e fermentazione

L’iniziativa si è svolta il 18 ottobre a San Francesco, con approfondimenti sulle piante officinali, la storia e le tecniche di fermentazione
Data:

21/10/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

Una bevanda di origine orientale, una tradizione antica che oggi suscita un interesse crescente anche in Occidente e un processo di fermentazione che apre nuove possibilità di utilizzo delle piante officinali. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Kombucha: passato, presente e futuro di una bevanda in fermento”, che domenica 18 ottobre ha richiamato alla Sala Oriani dell’ex convento di San Francesco di Bagnacavallo un centinaio di partecipanti provenienti da diverse regioni italiane, da San Marino e dalla Svizzera.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione Luce di Solara con il supporto del Centro sociale Abbondanza e il patrocinio del Comune, ha permesso di approfondire la conoscenza della kombucha, bevanda ottenuta dalla fermentazione del tè zuccherato grazie all’azione combinata di lieviti e batteri.

Ad aprire l’incontro sono state la presidente dell’associazione Luce di Solara, Mariella Maria Dalpozzo, e l’assessora Cristina Baldini, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale.

La prima parte della giornata è stata dedicata alle piante officinali, con gli interventi di Giulia Berardi e Irene Martini dell’azienda A. Minardi e figli, che hanno presentato Spicy Sunset, una miscela di erbe e spezie utilizzata per l’occasione come base per la fermentazione.

Lo chef Flavio Milton D’Ambrosio, esperto di etnobotanica e fermentazioni alimentari, ha illustrato la storia della kombucha, le sue origini orientali e i principi microbiologici alla base della preparazione. Ha inoltre seguito la fermentazione della tisana presentata durante l’incontro, proponendone infine una degustazione guidata.

«Siamo molto soddisfatti della risposta ricevuta – commenta la presidente Dalpozzo –. Aver accolto a Bagnacavallo persone provenienti da tante zone d’Italia e anche dall’estero è per noi motivo di grande soddisfazione. La kombucha, al di là delle sue caratteristiche come bevanda, ci invita a riflettere sul rapporto tra alimentazione, natura e conoscenza, sul valore delle pratiche tradizionali e sulle possibilità offerte dalla ricerca scientifica. È anche un modo per sviluppare una maggiore consapevolezza di ciò che consumiamo e dei processi che lo trasformano».

L’iniziativa è stata inoltre l’occasione per visitare il Giardino dei Semplici di Bagnacavallo, luogo legato alla conoscenza e all’utilizzo delle piante officinali, collegamento tra i temi affrontati durante l’incontro e il patrimonio storico e botanico della città, che conserva testimonianze di una lunga tradizione di studio e impiego delle erbe.

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Ultimo aggiornamento: 21/10/2026 14:42

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