Il Comune di Bagnacavallo introduce il “salario minimo comunale” per tutelare i lavoratori degli appalti pubblici

Il Comune di Bagnacavallo il 27 gennaio ha approvato con delibera di Giunta l’introduzione delle “linee guida per la tutela della retribuzione minima salariale”.
Data:

27/01/2026

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Descrizione

gennaio 2026

Il Comune di Bagnacavallo il 27 gennaio ha approvato con delibera di Giunta l’introduzione delle “linee guida per la tutela della retribuzione minima salariale”.

La misura introduce un criterio premiale, in fase di aggiudicazione dell’appalto, per le aziende che garantiranno una paga oraria lorda pari o superiore a 9 euro.

Si tratta di una scelta politica precisa, fondata sui principi di giustizia sociale e tutela della dignità dei lavoratori, che mira a contrastare il fenomeno sempre più diffuso del lavoro povero anche all’interno degli appalti pubblici. L’obiettivo è garantire che chi lavora per il Comune, direttamente o indirettamente, non percepisca retribuzioni inferiori a una soglia minima di equità e rispetto.

Nel contesto italiano, infatti, non esiste una legge nazionale sul salario minimo. La retribuzione viene affidata alla contrattazione collettiva, che però non sempre assicura livelli salariali adeguati, soprattutto nei settori strutturalmente poveri.

In linea con la Direttiva europea 2022/2041 e seguendo l’esempio di altri Comuni italiani come Firenze, Napoli, Genova e Imola Bagnacavallo sceglie di agire, utilizzando gli strumenti che la normativa sugli appalti pubblici mette a disposizione degli enti locali per rafforzare le tutele retributive.

L’introduzione del “salario minimo comunale” rappresenta un atto concreto per contrastare il lavoro povero, migliorare la qualità dei servizi pubblici e promuovere un’economia locale più giusta e inclusiva.

Un’amministrazione pubblica deve invece esercitare un ruolo attivo, fissando criteri chiari a tutela delle persone che rendono possibili i servizi alla collettività.

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agosto 2025

La Giunta dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, nell’ambito del coordinamento condotto dalla Provincia su queste materie, ha avviato durante l'estate il percorso per la stesura e l’approvazione delle linee guida d’indirizzo per la tutela della retribuzione minima salariale per appalti e subappalti, che sono state oggetto di un incontro con sindacati dei lavoratori e associazioni delle imprese.

Segnatamente, in tutti gli affidamenti di appalto o concessioni di lavori, servizi e forniture, trovano applicazione gli articoli 11 e 119 del Codice degli appalti, finalizzati alla corretta individuazione del contratto applicabile ai lavoratori, verificando l’equivalenza delle tutele normative ed economiche in caso di utilizzo di un diverso contratto di lavoro da parte dell’appaltatore rispetto a quello indicato dalla stazione appaltante.

La novità oggetto dell’attuale approfondimento è l’introduzione, in caso di procedura di gara con aggiudicazione al miglior rapporto qualità prezzo, di una valorizzazione dell’impegno dell’offerente a garantire al personale una determinata retribuzione oraria minima.

«La volontà di andare verso l’adozione di queste linee guida, nel solco del coordinamento condotto dalla nostra Provincia, è stata condivisa dalla Giunta della Bassa Romagna e ha un valore sia pratico che simbolico - commenta Riccardo Graziani, sindaco referente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna per le Attività produttive -. Il tema del lavoro e della sua giusta retribuzione è uno dei cardini del sistema economico, da cui conseguono il livello di benessere delle comunità e il senso di giustizia ed equità sociale. Pensiamo che la Pubblica amministrazione debba essere in prima linea su questo fronte e debba garantire le giuste condizioni a chi lavora per il sistema pubblico. Consapevoli delle complessità che il tema pone e dell’eterogeneità delle posizioni esistenti a riguardo nel mondo economico, abbiamo ritenuto doveroso e produttivo, nell’ambito dell’attività che si sta portando avanti a livello provinciale, un incontro con le associazioni di categoria e con i sindacati della Bassa Romagna, nel corso del quale sono emerse molte utili considerazioni. Ci tengo in ogni caso a precisare che i contratti collettivi costituiscono il principale riferimento per la tutela dei lavoratori. Tuttavia, non sempre questo si è rivelato sufficiente. In tale contesto, la possibilità, su cui stiamo facendo i necessari approfondimenti, di prevedere un livello retributivo minimo potrà senz’altro determinare una garanzia aggiuntiva».

La Giunta del Comune di Bagnacavallo in data 22/7/2025 aveva già provveduto ad approvare la Deliberazione n. 92 ad oggetto "Tutela della retribuzione minima salariale nei contratti del Comune di Bagnacavallo", scaricabile in fondo a questa pagina.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 04/02/2026 10:31

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