Festeggiati a Bagnacavallo i cento anni della storica maestra Gigliola Ricci

Mercoledì 25 marzo la festa con familiari ed ex alunni, presenti il sindaco Matteo Giacomoni e l’assessora Cristina Baldini
Data:

26/03/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

Mercoledì 25 marzo a Bagnacavallo Gigliola Allegri, nata Ricci, ha festeggiato i cento anni di vita, circondata dall’affetto dei familiari e degli ex alunni.

A portarle gli auguri dell’Amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza sono stati il sindaco Matteo Giacomoni e l’assessora Cristina Baldini, presenti alla festa con un omaggio floreale e una pergamena ricordo.

Nata a Bagnacavallo il 25 marzo 1926, Gigliola «cresce in una famiglia semplice ma ricca di valori – ricordano i figli Carla e Stefano –. Il padre Enrico, macellaio in via Garibaldi, e la madre Maddalena le trasmettono fin da subito il senso dell’accoglienza, della condivisione e dell’amore per la vita. La loro casa è un luogo vivo, pieno di musica, di affetti, di parenti e amici: un mondo in cui Gigliola impara quanto siano importanti le relazioni e i piccoli gesti quotidiani.»

Fin da giovane dimostra una grande curiosità e una profonda sensibilità: ama leggere, osservare, studiare, viaggiare. Questa apertura verso il mondo diventa la base del suo modo di essere e, più avanti, del suo modo di insegnare.

Sceglie infatti di diventare maestra, non solo per trasmettere nozioni, ma per accompagnare i bambini nella crescita, con attenzione, pazienza e passione. Si sposa con Paolo Allegri e negli anni Sessanta nascono Carla e Stefano. La famiglia vive nella casa di via Bedeschi, insieme ai nonni, in un intreccio di generazioni che rende ancora più forte il senso di appartenenza.

Per oltre vent’anni Gigliola insegna prima a Villa Prati e poi a Bagnacavallo, lasciando un segno profondo in intere generazioni di alunni.

«La sua – raccontano ancora i figli Carla e Stefano – non è mai stata solo una professione: è stata una vera vocazione. La sua casa, come la sua aula, è sempre stata aperta. E ancora oggi non è raro incontrare ex scolari che tornano a trovarla, con affetto e riconoscenza, portando con sé il ricordo di ciò che ha saputo dare.

Chi l’ha conosciuta la ricorda anche nei dettagli: i capelli corti e curati, gli occhiali grandi, il camice bianco sopra maglioncini dai colori delicati. Ma soprattutto ricorda la sua voce, quando leggeva ad alta voce storie come Pinocchio, trasformando ogni lezione in un momento di scoperta e meraviglia.»

«Perché – come sottolineano molti dei suoi alunni – le nozioni si possono imparare da chiunque ma una vera Maestra è qualcosa di più: è qualcuno che resta, che va oltre il tempo della scuola e continua a vivere nei pensieri, nei gesti, nelle scelte di chi ha avuto la fortuna di incontrarla. Gigliola è stata, ed è, una Maestra con la “M” maiuscola.

Amava dire: “Leggi tanto, osserva, racconta e soffermati sui dettagli”. Parole semplici, ma profondissime. Un insegnamento che ha guidato il cammino di molti e che oggi continua a vivere, passando di generazione in generazione.

Ed è forse questo il dono più grande: lasciare qualcosa che resta. Non solo nei ricordi, ma nel modo di guardare il mondo.»

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 26/03/2026 15:11

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