L'Agnese va a morire di Giuliano Montaldo - Comune di Bagnacavallo

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L'Agnese va a morire di Giuliano Montaldo

L'Agnese va a morire

Nel 1976 Giuliano Montaldo scelse Bagnacavallo per girarvi alcune scene di L'Agnese va a morire.

Racconta il regista nell’intervista a Gianfranco Casadio (Bagnacavallo un paese nel cinema ,  Edizioni Del Bradipo, 1994):  «L’idea di portare sullo schermo un romanzo straordinario come quello scritto da Renata Viganò circolava da tempo tra i cineasti italiani. Furono fatti molti tentativi, la stessa Viganò raccontava che aveva visto salire le scale della sua casa di Bologna molti registi che erano andati a parlarle di questa impresa. Poi io ce l’ho fatta proprio con il contributo valoroso, generoso, magnifico di tanta gente...

Quando per la prima volta, nel mio pellegrinare, ho incontrato Bagnacavallo mi ricordo che davanti a quella piazza, ai portici che accompagnavano la fuga della piazza rimasi fortemente suggestionato tanto da decidere che quello sarebbe stato uno dei nostri set. … Per il ruolo di Agnese ho scelto Ingrid Thulin, perché avevo bisogno di una grande attrice per portare l’interesse della distribuzione sul film. … Era un po’ ardito pensare ad un’attrice svedese, ma l’avevo già incontrata, e vista nei film di Bergman e mi aveva colpito la forza, la determinazione, la durezza di questa donna. Quando le mandi la sceneggiatura, subito il giorno dopo mi chiamò dicendomi: “Io sono una che è nata nelle campagne e ho grandi mani e grandi piedi: io sono Agnese.” E mi chiese di poter stare, prima della lavorazione del film, almeno un mese tra le donne di Romagna, cioè proprio tra quelle donne che avevano davvero fatto le staffette partigiane e che avevano quindi la possibilità di raccontarle tantissimi episodi.

Tra le tante storie legate al film, una particolarmente emozionate riguarda la bicicletta dell’Agnese. Racconta ancora Montaldo: «Quando all’inizio del film bisognava scegliere la bicicletta di Agnese, la Thulin volle venire con me a sceglierla, perché aveva imparato che la bicicletta era come un’altra parte del corpo di una donna emiliana-romagnola. Andammo a Lugo, dove esisteva un luogo in cui venivano ammassatati gli oggetti ritrovati, vecchi oggetti, vecchi a tal punto che vi erano anche alcune biciclette del tempo di guerra. La Thulin ad un certo punto vide una bicicletta da donna, pesante, nera, e disse: “voglio quella”. Era arrugginita, disastrata e io cercai subito di dissuaderla “meglio quell’altra, che è messa meglio”. Penavo anche al fatto che sarebbero occorsi dei soldi per metterla a posto, in un film con pochi soldi si sta sempre attenti a tutto, ma Ingrid ribadì: No, voglio quella lì”. Ebbene, il meccanico, nello smontare la bicicletta, ha trovato, dentro il telaio dove si inserisce la sella, un messaggio che una staffetta partigiana stava portando a qualcuno. Quella era la bicicletta di una staffetta partigiana, forse caduta per mano dei tedeschi. Ho ancora un brivido a pensarci».

"L'Agnese va a morire" di Giuliano Montaldo con Ingrid Thulin, Stefano Satta Flores, Michele Placido, Aurore Clèment, Ninetto Davoli, Massimo Girotti, Johnny Dorelli, Eleonora Giorgi, Flavio Bucci, Gino Santercole, Aldo Reggiani (1976)

 
Leggi l'intervista completa al regista Giuliano Montaldo:
 

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